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November January

L'ACCESSO ALLA CONOSCENZA NELLE SOCIETA' PLURICULTURALI: UNA NUOVA SFIDA PER LE BIBLIOTECHE

convegno biblio_fabriano

Convegno organizzato con il Patrocinio e il Cofinanziamento della Provincia di Ancona - Programma Cohabitat


Lunedì 20 Aprile presso la Sala Convegni del Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano, si è svolta una giornata di studio sui servizi interculturali in biblioteca, dal titolo: "L'arte di vivere insieme: l'accesso alla conoscenza nelle società pluriculturali".


Con questo evento, che speriamo avrà modo di ripetersi, si è voluto concorrere in qualche modo a definire una possibile via italiana all'integrazione in una società, come la nostra, sempre più pluriculturale.

L'incontro, organizzato dalla Biblioteca di Fabriano in collaborazione con l'Associazione Italiana Biblioteche e rivolto principalmente a bibliotecari, documentalisti, "mediatecari", docenti e tutti i professionisti dell'informazione e della conoscenza, ha fornito informazioni su alcune esperienze maturate in contesti bibliotecari sia grandi che piccoli. Sono intervenuti relatori che, nel corso del loro lavoro di bibliotecari e documentaristi, hanno già maturato una concreta esperienza nell'applicazione di strategie finalizzate all'integrazione e all'interculturalità e che, quindi, hanno potuto dare contributi e spunti di riflessione veramente interessanti.
Dopo il momento dei saluti - in cui sono intervenute Sonia Ruggeri, Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Fabriano, Melissa Riccardi, Responsabile della Biblioteca di Fabriano, e Sonia Cavirani, Presidente della sezione Marche dell'AIB nonché moderatore dell'incontro, e in cui si è sottolineata l'importanza della dimensione della collaborazione nella gestione di queste nuove problematiche - Padre Beniamino Rossi, rappresentante del MIM - Meeting internazionale sulle migrazioni - Loreto, con la sua relazione dal titolo "La pluriculturalità: un dato di fatto della nostra società italiana" ha voluto presentare un breve excursus storico sulla nascita delle società multiculturali, delineando così il contesto delle problematiche affrontate durante i successivi interventi. Dopo aver descritto a chiare lettere la natura multiculturale della nostra società, Padre Beniamino ha sottolineato l'importanza dei "diritti culturali" - quali il diritto all'educazione alla cittadinanza, il diritto ad una informazione adeguata e il diritto di accesso, di partecipazione e di mantenimento della diversità culturale come risorsa per la formazione di una società integrata e coesa - come base per la costruzione di una "democrazia culturale". La presenza di una minoranza divenuta ormai strutturale nella società italiana e destinata a stabilizzarsi con la nascita e il consolidamento delle seconde generazioni, necessita di una rivoluzione culturale, sociale e politica che deve coinvolgere la nostra società in tutte le sue parti (sia autoctoni che stranieri, quindi) per avviare quel cammino tanto necessario al passaggio dal multicuturalismo all'interculturalismo, cioè da una convivenza forzata e spesso conflittuale di etnie diverse ad una convivenza dialogica, pacifica, fondata su rapporti interetnici armoniosi.
Conclusosi questo intervento introduttivo e preparatorio, si è aperta la sezione in cui sono state illustrate le esperienze concrete riconducibili ad un primo tentativo di allestire servizi interculturali nelle biblioteche comunali. E' stata infatti la volta di due rappresentanti del Polo delle Biblioteche Civiche Torinesi, Cecilia Cognini e Anna Belpiede che, con il loro intervento dal titolo "Intercultura e biblioteche pubbliche. Questioni di metodo nell'esperienza di un sistema", hanno entusiasmato l'uditorio parlando, tra le altre cose, di "Bibliomigra", un progetto di biblioteca multilingue che coinvolge l'associazione Arteria in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Urbano e che è finalizzato a promuovere momenti di lettura e di dialogo e a favorire incontri interculturali metropolitani. Nella pratica si è trattato di mettere a disposizione libri e giornali in lingua originale in vari punti della città di Torino: i libri sono stati trasportati su un carretto mercatale in alcuni quartieri della città a forte presenza di immigrati, tra cui Porta Palazzo e San Salvario. Le relatrici hanno anche mostrato come il sito del Sistema Bibliotecario Urbano di Torino sia accessibile anche agli stranieri, con la declinazione dei principali contenuti, oltre che nelle lingue straniere più diffuse, anche ad esempio nella lingua araba e in quella romena.
Esperienza particolarmente degna di nota è quella del Polo regionale di documentazione interculturale operante in Toscana dal 2003 e sorto dalla collaborazione della Regione Toscana con il Centro di Documentazione della Città di Arezzo la Biblioteca Comunale "Alessandro Lazzerini" di Prato. Ne ha parlato Lorella D'Apporto, rappresentante del Centro di Documentazione di Arezzo, che nel suo intervento ha sottolineato l'importanza del ruolo svolto da questa istituzione nel supportare con vari servizi - tra cui: consulenza sui temi dell'interculturalità, della dialettica interculturale e sull'insegnamento dell'italiano lingua seconda, consulenza ed orientamento per la costituzione di scaffali multiculturali, catalogazione delle pubblicazioni in lingua e realizzazione di strumenti informativi in varie lingue, formazione e aggiornamento dei bibliotecari toscani impegnati nell'area dei servizi interculturali - l'attività delle biblioteche multiculturali toscane.
Dopo la pausa pranzo Vinicio Ongini, esperto del Ministero della Pubblica Istruzione, con il suo intervento dal titolo "Quando i libri diventano mediatori culturali. La didattica dei personaggi ponte" ha aperto la sezione di Pedagogia e Didattica, sottoponendo all'attenzione degli uditori un argomento molto interessante e poco conosciuto: quello della produzione editoriale interculturale delle scuole e delle associazioni degli immigrati. Il relatore ha citato alcuni esempi di questo tipo di lavori "editoriali": il primo festival sui libri interculturali prodotti dalle scuole ("Libranch'io - Intercultura: la scuola che fa i libri") svoltosi a Modena a maggio dello scorso anno; il libro di ninne nanne creato dalle mamme del Centro interculturale delle donne Alma Mater; il libro in quattro lingue, corredato di cd musicale, prodotto da Tabanka, l'Associazione delle Donne Capoverdiane in Italia ecc. Ongini, inoltre, dopo aver evidenziato come la letteratura di autori migranti oggi sia molto importante per capire come questi vedano l'Italia e gli Italiani, ha parlato della didattica dei "personaggi ponte". Si tratta di laboratori di lettura ideati per le scuole in cui si parte da un tema o da un oggetto che possono avere in comune le varie culture (l'esempio portato è stato quello delle scarpe), e, attraverso di esso, si entra nelle storie contenute nei libri, storie ovviamente provenienti da culture diverse. Simpatico il riferimento iniziale ad alcuni prodotti culinari marchigiani come "personaggi ponte".
Il pomeriggio è proseguito con l'intervento di Paola d'Ignazi, Docente di Pedagogia interculturale presso l'Università di Urbino, dal titolo "La percezione di sé tra due culture", che ha esposto alcuni dei risultati di una sua indagine sugli insuccessi scolastici dei figli degli immigrati, evidenziando come sia diffusa fra gli stranieri la percezione di essere, appunto, estranei nell'ambiente in cui vivono e lavorano e soprattutto come i giovani stentino spesso a superare i gravi disagi prodotti dal fatto di essersi trasferiti in un nuovo Paese in cui non si sentono integrati.
Hanno chiuso la giornata due interventi sull'esperienza marchigiana dei servizi interculturali in biblioteca: il primo, ad opera di Maura Dionigi, della Biblioteca diffusa Pian del Bruscolo, dal titolo "Tutti uguali, tutti diversi. Progetti e libri per incontri fra culture a Pian del Bruscolo" e il secondo, ad opera di Francesca Pongetti della Biblioteca dell'Assemblea Legislativa delle Marche, dal titolo "Una finestra sul mondo - la lettura unisce il mondo. Esperienze d'intercultura nel territorio di Mondolfo". Queste esperienze, molto simili tra loro, sono riconducibili a tentativi ben riusciti di collegare fra loro la scuola e la biblioteca per spiegare ai bambini e ai ragazzi il tema dell'intercultura tramite il gioco, le fiabe e le ricette culinarie.
Si è parlato, quindi, di educazione interculturale che affronta tra i suoi compiti anche l'elaborazione di strategie contro il razzismo, all'interno di un quadro globale di incontro tra persone di culture diverse, e si è parlato di progetti rivolti sia ad adulti che a bambini, collaborando in special modo con le scuole. Padre Beniamino Rossi, nel suo intervento introduttivo, ricordava come oggi più che mai si senta l'esigenza di una visione del mondo sfaccettata e complessa, capace di mettere in questione gli stereotipi. Occorre poi agire attraverso il contatto, la condivisione di esperienze, il lavoro per scopi comuni, la cooperazione.
Se in passato l'integrazione delle comunità straniere era relegata esclusivamente agli ambiente scolastici, oggi gli spazi dedicati alla condivisione e alla partecipazione della società da parte di culture differenti si devono allargare per coinvolgere anche gli adulti.
In particolare, la biblioteca ha acquisito nuove valenze, assurgendo a luogo d'incontro interculturale dal quale è bandita ogni genere di barriera culturale, sociale, politica.
La biblioteca, come luogo di apertura all'interculturalità e come ponte per accogliere e far integrare i nuovi italiani nella nostra realtà, è chiamata a una nuova sfida, a far vivere, cioè, in modo più pieno ed intenso le differenze culturali che caratterizzano il nostro territorio. Solo così metterà in pratica pienamente le linee guida della direttiva UNESCO relativa alla promozione del rispetto delle diversità culturali e all'incoraggiamento del dialogo interculturale. Principio fondante di questa direttiva è stimolare e alimentare in modo continuativo lo scambio tra culture diverse e valorizzarne i rapporti che tra di esse s'instaurano.
Tutto ciò rappresenta sicuramente un valore aggiunto per le nostre biblioteche.
Ci auguriamo che progetti ed esperienze di interculturalità si moltiplichino nelle strutture bibliotecarie, anche grazie a forme di collaborazione con altre strutture sociali e culturali, e che momenti di riflessione e di confronto di idee, come quello vissuto a Fabriano, non siano isolati e raccolgano, invece, la partecipazione sempre più numerosa dei bibliotecari e di tutti gli attori coinvolti in questa grande sfida della multiculturalità. Un grazie va ai relatori, a quanti hanno partecipato, alla Dottoressa Melissa Riccardi, alla Dottoressa Sonia Cavirani e ai dipendenti della Biblioteca Comunale di Fabriano, Barbara Zenobi e Franco Mennechelli, per la professionalità nell'organizzazione di questa giornata di studio.

Fabriano, Biblioteca Comunale, 21/4/09


Clotilde Valeri



(Pubblicato il 27 Aprile 2009 Fonte: Biblioteca Comunale di Fabriano)