La teologia costruisce la
grammatica e le visioni di Jeanne D'Arc, le rende possibili e dà
loro una
forma. La necessità umana (troppo umana) di imparare gli strumenti
che,
per ironia della sorte o scelta consapevole, saranno la causa
della sua
condanna al rogo.
Un dialogo conflittuale, visivo e
sonoro, tra Jeanne
e il suo agiografo - o anche tra l'attrice in scena e il suo
regista, che
è la stessa cosa.
Jeanne impara, imita e in questa
ripetizione
trasforma ciò che ha imparato e lo fa proprio, lo rende attuale,
vivo e
originale. Questa è la sua vera salvezza e la sua
condanna.
INGRESSO
GRATUITO
è vivamente
consigliata la prenotazione all'indirizzo:iat.arcevia@gmail.com
(Pubblicato il 12 Luglio 2010)