21 maggio 2011 ore 20 c/o il Lila Acheson Wallace Auditorium, New York UN ANGELO NEI SOBBORGH

Ponte tra culture nel mondo / Progetto Italia – Cina

COMUNE DI PRATO - TEATRO METASTASIO STABILE DELLA TOSCANA

PONTE TRA CULTURE Soc. coop. - in collaborazione con Associazione ArtChinaBridge


UN ANGELO NEI SOBBORGHI

coreografie Olivia Kwong scene Lorenzo Banci e Federico Biancalani

costumi Celeste Generoso musiche Ljupco Konstantinov, musiche tradizionali cinesi

disegno luci Roberto Innocenti

regia Gianluca Barbadori

con Shi Yang Shi, Patrizio Pierattini, Olivia Kwong e con Marta Bozzano, Chen Zhe, Bernardino Gasperi, Hua Qiuxiu, Huang Miaomiao, Ke Zhoujun, Zhang Xiuzhong, Yang Yanmei, Malia Zheng


Appunti di viaggio


“Un Angelo nei Sobborghi”ha debuttato nell’ambito del Festival Internazionale della Spiritualità Divinamente Roma, diretto da Pamela Villoresi e esordirà a New York il 21 maggio al Festival Divinamente New York. Lo spettacolo fa parte di un progetto globale di integrazione italo-cinese coprodotto dal Comune di Prato, dal Teatro Metastasio e dalla cooperativa Ponte tra Culture, in collaborazione con l’associazione ArtChinaBridge. E’ il frutto di una scommessa coraggiosa ma necessaria, soprettutto a Prato: quella di dare vita sia ad un Laboratorio Teatrale (che dovrebbe divenire in prospettiva permanente) che ad uno spettacolo in lingua cinese. Il progetto è frutto dell’intuizione di Paolo Magelli (direttore del Metastasio), di Pamela Villoresi (direttore artistico del festival Divinamente Roma) e del regista Gianluca Barbadori.

Al Laboratorio teatrale, che ha dato poi vita allo spettacolo, hanno partecipato 26 persone di cultura cinese (e 5 italiani ‘sinoparlanti’) con diversi livelli di integrazione: ragazzi cinesi nati in Italia o arrivati nel nostro Paese da piccoli, ragazzi cinesi residenti in Italia per motivi di studio, ragazzi cinesi in Italia da poco e per lavorare. Per la messa in scena dello spettacolo sono state selezionate 12 persone: 9 cinesi e 3 italiani per lavorare ad un testo che fosse una metafora sulla realtà pratese, sulla diversità tra persone, sullo sfruttamento, sulla solidarietà. La poetica della messa in scena, di taglio occidentale, si mescola con innumerevoli elementi della tradizione e della cultura cinese, in un tentativo di realizzazione concreta e permanente di integrazione visiva ed estetica.

Lo spettacolo nasce da un’antica, anonima, leggenda cinese che riflette sul rapporto tra bene e male e sulle dualità che convivono all’interno di ogni persona e nei rapporti tra individui. La vicenda si svolge in un luogo non definito, in cui gli abitanti sono di origine cinese e la lingua corrente è il mandarino. In questo contesto gli “stranieri” sono gli occidentali, che devono parlare il cinese per comunicare, vivono in modo integrato con gli altri abitanti e denotano anch’essi caratteristiche tutt’altro che positive. La protagonista Yu Lian, non a caso definita “un angelo nei sobborghi”, traccia la strada per costruire delle relazioni basate su rispetto, disponibilità, solidarietà. Ma dovrà lottare con le unghie e con i denti per continuare a restare coerente a sé stessa ed ai suoi principi. E’ l’emblema di un paradosso che ben conosciamo: lottare con tutte le nostre forze per restare integri, onesti, “sani”. Yu Lian è la parte più profonda e sana di noi, di un modo di essere e di vivere “l’altro da se” che, se fosse messo in pratica, farebbe cessare le ipocrisie, i pregiudizi, le differenze, le chiusure nei rapporti tra le persone, in particolare se di diverse culture o estrazioni sociali.


Info

pontetraculture.wordpress.com/2011/04/15/progetto-italia-cina/


(Pubblicato il 13 Maggio 2011)