BYRON'S RUINS DEBUTTA A JESI IL NUOVO SPETTACOLO TEATRALE DI MARCO FILIBERTI

byrons

25, 26 e 27 gennaio 2012 / Teatro Studio “Valeria Moriconi” di Jesi


Dal 25 Gennaio debutta al Teatro Studio “Valeria Moriconi” di Jesi il nuovo spettacolo teatrale di Marco Filiberti BYRON'S RUINS, una produzione della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi e del Centro Studi e Attività Teatrali V. Moriconi, in collaborazione con Amat e Teatro Stabile delle Marche nell'ambito del Progetto REFRESH! Lo Spettacolo delle Marche per le Nuove Generazioni a cura di CMS Consorzio Marche Spettacolo.


Jesi, Teatro Studio V. Moriconi

mercoledì 25 gennaio 2012, ore 21

giovedì 26 gennaio 2012, ore 21

venerdì 27 gennaio 2012, ore 21


BYRON'S RUINS accadimento teatrale in un prologo e due atti liberamente tratto dalla sceneggiatura cinematografica “Lord Byron - the pilgrim of eternity”


BYRON's RUINS è il primo appuntamento di un Work in Progress che prevede il suo punto di approdo ultimo nella realizzazione del film “Lord Byron - the Pilgrim of Eternity”. L'opera poetica e l'esperienza biografica di Lord Byron (1788 -1824) sono una delle più sconcertanti avventure conoscitive nelle quali oggi si possa incorrere.

Infatti, la totalità del “fenomeno Byron”, l'aggressività del suo darsi, l'estrema radicalità del suo segno arrivano a stagliarsi nell'immaginario di chi lo incontra con una modernità stupefacente che si configura come emblema del disagio della contemporaneità . Il pellegrino dell'eternità , da solitario e sdegnato eroe, si propone nel deserto post ideologico contemporaneo con un forza profetica inaudita. Quel disagio ineluttabile, un tempo vissuto come epitome di ogni tensione romantica, si materializza oggi nel malessere spaesato dell'uomo occidentale, privato di una patria e dei suoi archetipi culturali e costretto a pellegrinare in una no man's land di stordente autismo pervasa da segnali apocalittici.

Byron, con il suo dualismo polemicamente intransigente, sprofonda nei più sacri territori che il perbenismo del pensiero ha sempre accuratamente evitato. Alcuni tra i più arditi temi contemporanei (dallo stupro dell'uomo sulla Natura e sulla Storia alla profetica dittatura della mediocrità come inevitabile deriva democratica, passando attraverso la percezione del corpo e della sessualità come forma cognitiva) sono anticipati e affrontati da Byron non con la sistematicità del pensatore puro ma con l'empaticadrammatizzazione dell'artista. Questa dilaniata ricerca di senso di impressionante potenza inquisitoria è il perno centrale sul quale si sviluppa la ricerca di Marco Filiberti sulla figura e l'opera di Lord Byron. Nell'accadimento teatrale, a mettere sotto processo Byron nelle sue ultime ore di agonia, è la Storia stessa (in pratica il Diavolo in persona, con tutti gli strumenti con i quali domina il Tempo Umano) che con la sua distruttiva e opportunistica funzione si insinua subdolamente per schiacciare definitivamente l'utopico volo del pellegrino eterno provocandone l'ultima spietata resa dei conti. Ma Byron, nel dover argomentare il suo contraddittorio operato umano e letterario, non può che sdoppiarsi nelle due teste di Giano che hanno da sempre contrapposto le sue due nature: classicista e romantico; generosamente rivoluzionario e sprezzantemente individualista; aristocratico e progressista; angelico e demoniaco; bellissimo e storpio; seduttore e sedotto; trionfante di fisicità e inibito dall'handicap; maschile e femminile; poeta e soldato; datato e post moderno; credente e ateo; pragmatico e speculativo. Nella spietata lotta faustiana contro i propri fantasmi e con addosso lo sguardo di un' umanità stupita e giudicante, la prometeica figura di Lord Byron si erge sopra ogni dissidio attraverso ciò che di più autentico e struggente lo consegna finalmente a se stesso e alla storia: la sua poesia.


di Marco Filiberti e Davide de Bona

regia MARCO FILIBERTI con Giovanni Scifoni, David Gallarello, Enrico Roccaforte, Niccolò Tiberi, Gabriele Gallinari, Gianluca d'Ercole

scene Benito Leonori

costumi Patricia Toffolutti

luci Alessandro Carletti

suono Marco Benevento

direttore di scena Mauro De Santis

si ringrazia per l'amichevole collaborazione il Maestro d'Armi Renzo Musumeci Greco


Biglietti

BIGLIETTI Posto unico non numerato: intero € 12 - ridotto € 8 - scuole € 5 RIDUZIONI RISERVATE A: UNDER 26 OVER 65 TESSERE E


ASSOCIAZIONI CONVENZIONATE (SOCI COOP, AICS, A.N.S.P.I., Arci, Assointesa, Avis Zonale n. 5, Biblioteca la Fornace di Moie di Maiolati Spontini, Cassa Mutua C.C.I.A.A, Cifa Onlus, Touring Club Italiano, FAI, F.I.Te.L. Marche (Federazione Italiana tempo Libero), Arca Marche, Cral Telecom, Cral Poste e Associazione Dopolavoro Ferroviario di Ancona, Jesi e la sua Valle Card, Unplicard, Uisp, Fenalc, Selecard, Gentil Card, buoni pasto Buon Chef, Elica Card, Gruppo Loccioni, Ass. iDintorni, Università della Mediavallesina, Libera Università degli Adulti di Jesi, Fondazione “A. Colocci”, Carta Musei Marche, Zap Juice Card, Associazione Diportomania)GRUPPI (min. 10 persone)


Informazioni e prenotazioni

Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi Piazza della Repubblica, 9 - 60035 JESI (AN)

dal mercoledì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30 e da un'ora prima dell'inizio degli spettacoli presso il Teatro V. Moriconi tel. 0731 206888 - fax 0731 224105

e-mail: biglietteria@fpsjesi.com

www.fondazionepergolesispontini.com



(Pubblicato il 23 Gennaio 2012)

 
 
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